19-06-2019

"Neshamah. L'anima di un luogo": chi lavora a fianco degli anziani racconta questa esperienza

Le testimonianze di quattro animatrici delle case residenza Gardenia e Melograno di Borgonovo

Vivere a contatto con gli anziani, supportarli, sostenerli e aiutarli con quella cura che meritano, passando con loro momenti intensi dove il rapporto che si viene a creare è di fiducia e vicinanza: si intitola "Neshamah. L'anima di un luogo" il libro presentato nell'auditorium di Borgonovo che racconta l'esistenza, le persone e i luoghi in cui esse trascorrono il tempo.

Luoghi che posso ritrovarsi anche all’interno delle residenze protette, dove prendono forma esperienze ideate da infaticabili animatrici e volontari che si prodigano ogni giorno.

Promosso dall'associazione "Il filo di...", il libro (edizioni Costa) si arricchisce della copertina creata dall'artista Franco Corradini ed è sostenuto da vari sponsor. Raccoglie le testimonianze di volontari, personale medico e, in particolare, di quattro animatrici delle case residenza Gardenia e Melograno (ex Andreoli) gestite da Proges: Barbara Albertini, Maria Carla Cassinelli, Nilla Cella e Rosy Laino.

Ognuna con una sua storia da raccontare, con un modo personale di intendere l'approccio con l'anziano. “L'animatore ha lo scopo di mettere in moto l'anziano coinvolgendolo emotivamente senza obbligarlo a partecipare. L'anziano è libero di decidere con chi confidarsi e a chi dare la sua fiducia, che va evidentemente conquistata - scrive Barbara Albertini.

Queste persone – dice Maria Carla Cassinelli - hanno bisogno non di una medicina ma un gesto d'affetto, una carezza, un abbraccio con cui capiscano che io sono lì per loro”.

Ascoltare – sostiene Nilla Cella - è il primo passo per capire l'altro. Il cardine, oltre la passione e l'amore, è l'empatia è la comprensione dei sentimenti degli ospiti attraverso l'ascolto e la valorizzazione dell'anziano nella sua dignità evitando ogni forma di giudizio”.

Estremamente toccante la raccolta di pensieri e poesie degli ospiti che Rosy Laino ha voluto portare come testimonianza, un segnale di quanto l’amore sia in grado di muovere corde invisibili e donare vibrazioni.