04-04-2016

Il metodo Montessori in tre scuole, due gestite da Proges e una da Terra dei colori

All'«Albero parlante», alla «San martino» e alla «Casa dei bambini»

Il prossimo anno scolastico Parma avrà tre servizi per bambini da zero a sei anni ispirati al metodo educativo di Maria Montessori: la scuola dell’infanzia «Albero parlante» di Carignano, il nido-scuola «San Martino» di Collecchio, gestiti privatamente dalla cooperativa Proges, e «La casa dei bambini» di San Donato, affidata alla cooperativa «Terra dei colori» e Associazione Montessori Parma.

Gli operatori di queste strutture si stanno preparando grazie a un corso di formazione organizzato dall’associazione e da Proges per tutta la regione. Sabato 2 Aprile, alla Camera di commercio, l’aggiornamento si è aperto alla città con il convegno «Afferrare con la mano, afferrare con la mente. Percezione, movimento, attenzione nei bambini tra neuroscienze e psicopedagogia», che ha ribadito l’attualità del pensiero pedagogico montessoriano alla luce delle più recenti scoperte di neurofisiologia.

Un metodo «antico» di cent’anni, ma sempre moderno. Lo ha ricordato anche la vicesindaco Nicoletta Paci: «Il Comune lo ha voluto sostenere, mettendo nel bando della struttura di San Donato, che nella riorganizzazione dei servizi andava chiuso, la possibilità di strategie didattiche alternative».

«Questa mattina è importante perché le scienze umane e le neuroscienze parlano tra loro» ha sottolineato Maurizio Vescovi, moderatore e rappresentante della Provincia, che insieme al Comune ha patrocinato il convegno, presentando i relatori: Leonardo Fogassi, ordinario di fisiologia al dipartimento di Neuroscienze della nostra Università, e Raniero Regni, pedagogista del dipartimento di Scienze umane dell’Università Lumsa di Roma e del Montessori training center di Perugia.

Ad aprire i lavori, Silvia Garulli e Marco Ardemagni, rispettivamente presidente e socio di Montessori Parma. Il movimento, l’utilizzo delle mani, la libera esplorazione dell’ambiente sono alcuni dei pilastri dell’apprendimento nel pensiero montessoriano.

«Le ricerche di neurofisiologia - ha confermato Fogassi –ci dicono che percezione e azione sono due facce della stessa medaglia. La conoscenza motoria, quella che viene dall’azione, dall’afferrare, è la prima conoscenza che il bambino ha del mondo. E ha un ruolo fondamentale nella decodifica dell’ambiente e nella comprensione e interazione sociale».

«Maria Montessori aveva capito che il movimento è pensiero, per lei la mano era la parte visibile del cervello, l’organo dell’intelligenza. Senza l’esperienza manuale l’astrazione non può essere capita: ecco perché, ad esempio, insegnava ai bambini la matematica attraverso l’uso delle perline» ha detto Regni. Che non è stato tenero con il nostro sistema educativo: «La scuola va nella direzione opposta, mette in contrapposizione il cervello che pensa con il cervello che fa, separa la testa dalla mano». E non era una libertà anarchica quella sostenuta dalla pedagogista: il bambino era libero di muoversi in ambienti «preparati» nei minimi dettagli per stimolarlo a imparare.

(Articolo tratto dal quotidiano Gazzetta di Parma di sabato 2 Aprile 2016)