02-05-2019

"Ali per il Futuro": la rete, i partner e il territorio

Un progetto che mette la famiglia al centro e prova a farla tornare protagonista attiva

Aumentare il numero di possibilità vuol dire che il bambino e gli adulti possono essere collocati, non solo in una dimensione del reale, ma in una dimensione del possibile, dove l’immaginario delle persone può farsi realtà se la scuola è disposta a modificare la sua organizzazione per offrire altri mondi inaspettati. (Il soggetto bambino di A. Hoyuelos, op. cit. pag 114 – Edizioni Junior)

Parma, insieme a Bologna, è una delle città della Regione Emilia Romagna coinvolte nel Progetto ALI per il Futuro, che trova nell’offerta e nel potenziamento dei servizi educativi la modalità per contrastare il fenomeno crescente delle famiglie in situazione di povertà educativa.

L’idea con cui abbiamo costruito il progetto è partita da un concetto di fondo che intende la comunità territoriale quale luogo naturale in cui installare opportunità, porre questioni, analizzare problemi e trovare le giuste strade. Abbiamo nel tempo anche rafforzato la nostra formazione e il nostro approccio culturale ai servizi educativi, cercando di ri-concepire il ruolo sociale dei servizi stessi e la necessità di dotarli di un “sistema competente” (nei modi, nell’informazione, nella dotazione strumentale e culturale).

I luoghi sono diventati i nostri “dove” in cui provare ad interagire aumentando la qualità dell’offerta con:

  • All’interno: azioni di counseling pedagogico, di accompagnamento e supporto, di proposta allargata con attività oltre il nido e la scuola;
  • nel territorio e nella comunità: tessendo e allacciando relazioni significative con altri servizi, con i gruppi di famiglie informali, associazioni e parrocchie.

Dove sta la straordinarietà di questo lavoro? Crediamo in un’azione di vera e propria ricerca, dove il costruire ipotesi e azioni è agito in modo concreto con le persone e dove la “sperimentazione” di un “nuovo modello di relazione tra servizio e famiglie” non si gioca sui piani della riflessione tradizionale, ma prova a tradursi nella quotidianità di gesti inclusivi.

Il grande valore di questo progetto oggi crediamo sia quello insito negli incontri che genera:

  • Incontri tra Istituzioni differenti (comuni, ASP, Servizi sociali, servizi educativi, enti formativi);
  • Incontri tra personale educativo e colleghi di altri settori (sociale, culturale, associativo);
  • Incontri tra famiglie che trovano nella conoscenza reciproca un modo per sostenersi, aiutarsi e cambiare;
  • Incontri tra territori differenti dove le declinazioni di povertà, difficoltà ma anche risorsa e ingaggio hanno differenze profonde.

Così sono stati fondamentali gli incontri con alcuni

  • gruppi caritas parrocchiali che sostengono con azioni continue, attente e di grande disponibilità per gruppi di famiglie con bimbi piccoli con diversi bisogni;
  • Laboratori famiglia che nella città rappresentano un luogo fertile di relazione con le famiglie;
  • Settori e uffici del Comune di Parma e della Pedemontana sociale che si occupano di famiglie (Centro per le famiglie, servizi sociali territoriali) compreso lo sportello immigrati del Comune di Parma;
  • Il Nido della Mamme dell’Associazione Futura che con un’ampia diffusione di iniziative a sostegno delle neo famiglie ramificano saperi e opportunità,
  • Le Associazioni CIAC e Svoltare onlus che si occupano di famiglie con fragilità legate ad una condizione di immigrazione.
  • Le reti delle cooperative sociali sono anch’esse luoghi di dialogo e diffusione degli intenti progettuali.
  • Le famiglie dei nostri servizi che possono essere traduttori di informazioni e portatrici di bisogno.

La rete e la negoziazione territoriale sono l’elemento di snodo per garantire la continuità e la generatività di un progetto che, a fronte di un grande investimento economico ed organizzativo, mette la famiglia al centro e prova a restituire ad essa un protagonismo attivo, un’occasione di reale partecipazione e possibilità di cambiamento.