17-03-2015

A Monchio (Pr) presto sorgerà un ospedale di comunità

Approvato il protocollo tra Comune, Ausl e Proges

Un altro mattone è stato posato per la realizzazione della Monchio (Pr) del futuro. È stato infatti firmato (e poi approvato dal consiglio comunale) il protocollo d' intesa tra Comune, Ausl e Proges per la realizzazione di un centro di cure intermedie, che permetterà al piccolo comune della Val Cedra di avere tre posti convenzionati più due liberi da destinare, sotto la guida dei medici di base, a quello che viene definito «ospedale di comunità».


Firmatari il sindaco Claudio Moretti, Stefano Lucertini di Ausl e Antonio Costantino Presidente di Proges. Si tratta di una struttura per il ricovero di persone che non hanno necessità di terapie intensive e che quindi possono rimanere sul territorio contando su un ' assistenza medica qualificata. Anziani reduci da una brutta influenza, che magari oggi sarebbero costretti a «sorbirsi» due settimane di ospedale a Parma, o pazienti in post operatorio e post traumatico, potranno quindi contare sulla presenza di infermieri professionali 24 ore su 24, senza la necessità di dover affrontare una lunga trasferta in città.


«Tutto questo - precisa il sindaco Claudio Moretti - comporterà notevoli vantaggi: i pazienti avranno la possibilità di rimanere sul territorio, vicino a casa, mentre i costi di gestione saranno notevolmente ridotti. Si incrementerà, quindi, l’accessibilità e la fruibilità ai servizi socio sanitari per i residenti dell’area montana del distretto, ma non dimentichiamo che in questo modo creeremo altri posti di lavoro a Monchio e innalzeremo la qualità della Casa Protetta, i cui ospiti potranno contare sulla presenza degli infermieri professionali h24».


È già pronto il progetto definitivo per la costruzione dell’ospedale di comunità, che sarà realizzato nella zona di Monchio Basso, partendo dalla ristrutturazione di un ala a piano terra della Casa Protetta oggi a servizio delle cure intermedie. Sarà inoltre realizzata una nuova struttura polifunzionale, il Centro Servizi alla Persona San Matteo, dove troveranno allocazione gli spazi dell’Azienda Ausl per le proprie attività ambulatoriali e le funzioni di medicina generale, oltre che la sede della Croce Rossa Italiana e spazi destinati a deposito per altre associazioni di volontariato aventi funzioni di protezione civile.
«Abbiamo scelto questo nome - spiega Moretti - in onore del luogo - San Matteo appunto trait d’union tra i quattro comuni montani di Monchio, Corniglio, Palanzano e Tizzano, proprio perché vogliamo che questa nuova struttura possa essere a servizio di tutti gli abitanti della nostra montagna».


L ' investimento complessivo si aggira attorno al milione e 300 mila euro. «Stiamo definendo il La firma del protocollo. piano finanziario - precisa Moretti -. Chiederemo un finanziamento alla Fondazione Cariparma e contiamo sui finanziamenti del Psr. Il resto lo tirerà fuori il Comune, mentre Proges si è fatta carico della progettazione fino all’esecutivo».


Un progetto ambizioso, quindi, «con cui diamo il via ad una riqualificazione socio assistenziale che andrà a beneficio di tutto il territorio, ma che ha soprattutto lo scopo di proseguire sulle linee guida dell’amministrazione di Monchio: mettere a valore le eccellenze del territorio, migliorare i servizi e creare opportunità di lavoro, il tutto per tentare di invertire una tendenza all’abbandono dei territori considerati marginali».