29-10-2020

Adriano Community Center si attiva con il “Progetto Adriano” contro il Covid-19

"Con la struttura ormai pronta – dichiara il direttore della nuova RSA Andrea Casiraghidopo opportune valutazioni e con spirito di servizio civico proprio del nostro essere cooperativa sociale, a seguito dell’arrivo di una nuova e preoccupante ondata di contagi abbiamo ritenuto doveroso metterci a disposizione dell’Agenzia di Tutela della Salute di Milano (ATS), per fronteggiare l’evolversi della situazione epidemiologica e dare il nostro contributo per gestire l’emergenza".

Nato con l’obiettivo di sviluppare un nuovo modello di Residenza Sanitaria Assistenziale, un luogo permeabile dove le comunità possono trovare risposta ai bisogni di cura, ma anche condividere attività e progettualità, Adriano Community Center si trasformerà temporaneamente in qualcosa oggi certamente più utile alla comunità stessa.

"A seguito del repentino dilagare di una nuova epidemia, rispondendo a una bando pubblico di ATS, abbiamo infatti lavorato per trasformare temporaneamente parte dell’Adriano Community Center in una struttura per l’accoglienza in isolamento di persone positive al Covid-19. A questo scopo abbiamo messo a disposizione 70 camere doppie a uso singolo e 17 appartamenti per piccoli nuclei famigliari (2/3 ospiti ad alloggio).

E in data 28 ottobre ATS ha comunicato di aver formalizzato la convenzione attraverso apposita delibera, mentre il servizio partirà nei primi giorni di novembre dopo gli ultimi necessari passaggi operativi e il coordinamento con le figure di riferimento.

Questa iniziativa nasce anche dall’esperienza maturata nella co-gestione del “Progetto Michelangelo”, che insieme a Prefettura, Comune, ATS e ASST Nord-Milano abbiamo condotto la scorsa primavera, destinato ad ospitare persone positive al Covid-19, che nei suoi 100 giorni di attività, ha ospitato 511 persone. Da quella esperienza abbiamo preso spunto per attivare il nuovo intervento che contiamo possa dare sollievo ad un territorio nuovamente e pesantemente attaccato dalla pandemia.

Naturalmente, la nostra speranza è poter riprendere al più presto il nostro progetto originario, e in una ritrovata normalità ritornare a fare il nostro lavoro, riportare le nostre Residenze ad essere luoghi dove le persone che non sono più autosufficienti, che hanno bisogno di aiuto costante, possano vivere serenamente".